Grado
I gabbiani non vivono tra i monti
1976 — 2026
L’URGENZA DI PARTIRE, IL DESIDERIO DI TORNARE
In occasione del 50° anniversario del terremoto del Friuli, Grado ricorda la straordinaria esperienza di accoglienza che coinvolse la città nel 1976. Dopo mesi trascorsi in sistemazioni provvisorie e, soprattutto, dopo le violente scosse di settembre, migliaia di persone furono costrette a lasciare i propri paesi.
Alle soglie dell’inverno, circa 6.500 sfollati trovarono a Grado ospitalità e sostegno. Fu una grande prova di solidarietà e partecipazione collettiva, che unì il mare alla montagna e lasciò un segno profondo nella memoria della comunità.
Memoria, accoglienza, comunità
Voci dal terremoto 1976–2026
Teatro in piazza
a cura di Grado Teatro
ore 21:00
Villa Teresa
Riva Ugo Foscolo
1976–2026: la memoria di un abbraccio
Grado ricorda il terremoto del Friuli
ore 18:30
Sala del Consiglio comunale
Piazza Biagio Marin 4
La faglia dentro
Cosa resta del 6 maggio 1976
Presentazione del libro di Walter Tomada
Edizioni Biblioteca dell’Immagine
ore 17:00
Biblioteca civica Falco Marin
Via Leonardo da Vinci 20
Orcolat ’76
Spettacolo teatrale di Simone Cristicchi
a cura dell’ERT Ente Regionale Teatrale
ore 20:45
Auditorium Biagio Marin
Via Marchesini 31
E ven la fin dal mont!
Una bambina friulana nel terremoto del 1976
Presentazione del libro di Paola Treppo
Progetto finanziato dal Consiglio regionale
del Friuli Venezia Giulia
ore 17:00
Biblioteca civica Falco Marin
Via Leonardo da Vinci 20
La memoria mette radici
Messa a dimora di un giovane frassino
donato dalla comunità di Tarcento
e proveniente dal vivaio forestale regionale «Pascul»
ore 10:30
Parco delle Rose
Tra mare e montagna
Canti e poesie per i cinquant’anni
del terremoto del Friuli
con i cori Natiso Cividât di Grado e Sot La Nape di Villa Santina e letture di poesie di Biagio Marin e Novella Cantarutti
a cura di Tilio Suttini
ore 16:00
Basilica di Sant’Eufemia
Info
Telefono 0431 898111
E-mail comune.grado@certgov.fvg.it
Comune di Grado in collaborazione con la Parrocchia di Sant’Eufemia e le associazioni locali